Le scrivanie da pc migliori per lavorare in modo ottimale

Le scrivanie da computer sono una parte importante dell’arredo di un ufficio e la loro forma funzionale ed anche estetica ricopre un ruolo non secondario nell’allestimento dello spazio lavoro soprattutto se vi si devono trascorrere molte ore senza potersi muovere o si ha un ruolo dirigenziale per cui l’ergonomia e l’estetica sono essenziali come bene ci spiega questo sito https://scrivaniapc.it/.

 

Nei settori operativi gli uffici devono avere postazioni confortevoli e quindi scrivanie di dimensioni scelte in relazione all’utilizzatore, alle sue “dimensioni” per evitare problemi di salute successivi. Una scrivania per pc ancor più di quelle normali, deve avere dimensioni idonee a contenere il computer (monitor, tastiera, mouse e altri accessori porta oggetti) e lasciare lo spazio sufficiente alla persona che le usa di poter muovere il braccio liberamente; oltretutto deve avere la giusta altezza per non provocare dolori a mano, polso, gomito, spalla e anche schiena per posture scorrette a causa di una scarsa o di un’eccessiva altezza del piano di lavoro. Le migliori scrivanie per pc sono poi dotate di un porta cache che non va appoggiata al piano di lavoro bensì su di un supporto fisso o mobile posto sotto il desk e così pure un vano portatastiera per riporla se non usata.

 

Le misure ottimali di una scrivania per pc altresì detta “per videoterminali”, in base ai principi di ergonomia considera minime queste misure: 120 cm di lunghezza, 80 cm di profondità, un’altezza da terra variabile fra i 68 e gli 80 cm per dare posizione al monitor ad almeno 20 cm dagli occhi e quanto più grande è la dimensione del monitor e tanto maggiore questa distanza deve aumentare e posizionandolo più in basso della linea degli occhi e comunque lontano da fonti luminose per evitare disturbi agli occhi.

E così se prevale l’ergonomia nella scelta di una scrivania per computer, altrettanto importante è poi il design e i materiali che determinano qualità, durata ed estetica. Classico l’uso del legno, seguito da una diffusione sempre maggiore di metallo e vetro per prodotti di fascia più alta.